“Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, ed io stesso certamente in un’ora più quieta conoscerò, la vanità e l’irragionevolezza e l’immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s’annullerà, lasciandomi in un vôto universale, e in un’indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi.”
Giacomo Leopardi - Zibaldone


Parole dall’iperspazio


Storie stralunate e un po’ disperate, cadute non si sa come sulla terra...

 

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WOLF

Era lì da ore ormai, la macchina nascosta tra gli alberi, il portatile acceso su file di poesie che nessuno avrebbe letto, scritte per una donna che non lo amava. E che, se le avesse lette, non ci si sarebbe riconosciuta neanche...

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Sempre,
camminando per strade sconosciute
incontrerò i tuoi occhi
negli occhi di passanti distratti
e la tua voce
tra mille risate assordanti
e nel buio della mia stanza
leggero come un alito di vento
un pensiero, che non è il mio,
sfiorerà la mia mente
ma Sempre
continuerò il mio viaggio solitario
per questo deserto,
con un brivido che non passa.

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TELEPATHY

Il lago del Turano era bellissimo, ed era una bellissima giornata di sole. La macchina andava da sola, spinta da una brezza tiepida, quasi estiva, e dal navigatore che ad ogni bivio indicava il percorso...

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Orazio

Davanti al tuo cancello vent’anni dopo,
ricordo improvviso e struggente
di ragazzi con la tolfa
sulla panchina di marmo davanti all’ingresso,
e libri e professori ed esami di maturità,
di giochi in cortile che nessuno conosce più.
Svettavi solitario su quel prato
fiorito di mimose per l’otto marzo,
verde sfolgorante che sempre catturava il mio sguardo
dal banco in terza fila, vicino alla finestra,
durante le lezioni infinite di latino,
mentre la mia amica riempiva di disegni il suo diario.
Davanti al tuo cancello vent’anni dopo,
mentre accompagno i miei figli alla scuola accanto,
con i primi capelli bianchi
di questi quarant’anni arrivati a tradimento,
e non riesco a respirare
né a muovere un passo,
mentre il passato mi mostra luoghi
e cose e persone che non ci sono più:
dove sono ora, dove sono andati?
Dove li hai portati?
Lì dove va tutto ciò che amiamo, ciò in cui crediamo,
le illusioni e i nostri sogni più belli
e tutto ciò che pensavamo eterno ed eterno non era,
che credevamo di tenere saldo in mano
e ci è sfuggito al primo soffio di vento;
rimango qui davanti a guardarti
mentre ti porti via al galoppo i miei anni più belli,
e mi lasci senza speranza mai di rivederli.

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LETTERA D’AMORE

E’ una lettera d’amore come tante. Lei l’ha scritta - due fogli pieni zeppi di parole incomprensibili - l’ha bagnata di lacrime, poi chiusa in una busta senza mittente...

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Fotografie

Di chi sia quel viso, non saprei,
è forse mio quel corpo posato sull’erba,
quel sorriso speranzoso
rivolto all’obiettivo?
E quegli occhi scuri che chiedono,
e ancora non sanno,
che nulla mai verrà dato
se non per essere tolto?
Fotografie,
frammenti di vita,
immagini di morti che non torneranno più.

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UN INCONTRO

Che strano incontrarsi così, in un freddo e piovoso pomeriggio di dicembre, urtarsi con l’ombrello, dire insieme “scusi” e rimanere a guardarsi per un attimo…
“Allora non sei morto”. E già mi pentivo di averlo detto e mi voltavo per andarmene. Attraversai la strada d’un passo e tu fermo, distante. Gelido.
Come sempre.
Quella sera aggiunsi altra legna al camino e un’altra lacrima alla mia immensa collezione. E quando lui mi chiese se andava tutto bene, non risposi; lo sguardo perso in un altro tempo, il tempo con te.

 

 

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PENSIERI DI CANE

Non riesco proprio a capire perché la mia padrona sia così triste. Forse per via di quel ragazzo che è venuto tante volte a casa nostra e poi non è venuto più. Era carino, simpatico. Mi prendeva in braccio e mi accarezzava.
Poi una sera venne, sempre alla solita ora, era estate. Non mi accarezzò, non mi prese in braccio. Stava seduto su quella sedia, lo sguardo fisso nel vuoto.
Poi si alzò di scatto, le disse qualcosa che non riuscii a capire e se ne andò. E da allora non è più tornato.
Ora c'è tanta tristezza in questa casa. Niente più musica, niente più amici, niente passeggiate al parco. Soltanto vuoto.
Sono mesi ormai che facciamo questa vita da cani. E quando suona il telefono o bussano alla porta spero sempre che sia lui.
Perché io so che tornerà.

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11 Settembre 2001

Torri Gemelle,
uno scoppio, uno schianto,
non si può dire l'orrore
di tante vite spente in un istante,
come candeline sulla torta di un gigante.
Vedo le anime dei bambini,
giocavano i giochi più belli.
Ora sono lì, nella polvere
e cercano qualcuno,
una mamma, un papà
una mano che li tenga nella mano,
e li rassicuri che tutto passerà,
l’odio, la violenza,
l’uomo assassino passerà.

 

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L'ULTIMO GRIDO

Rapide pennellate, leggere, spruzzate intorno ad uno strano soggetto chiamato uomo...

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TEMPO

Quando finirà la tua corsa precipitosa
verso il nulla?
Quando?
Forse l'ultimo giorno,
all'ultimo istante,
nei miei occhi stupiti
già velati,
morenti?

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KARMA

 

Sto nuotando in questo liquido denso, appiccicoso, nello spazio ristretto dell'utero di mia madre. E non per la prima volta...

 

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Sorella luna,
che volgi i tuoi dolci occhi
e il tuo sorriso,
a noi, mortali, sempre in pena,
di noi non ti curare,
il nostro pianto non ti disturbi.

Sin dal giorno in cui la Madre
i nostri occhi ciechi dischiuse,
sin da allora,
il nostro vivere apparve insensato,
come il viaggio di un bambino mai nato.

Sin d'allora viaggio allucinante
in un mondo che non ci appartiene,
alla ricerca tra mille altri di un volto
caro, sparso,
come noi nell'infinità dell'universo.

 

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QUANDO SONO MORTA


Lo so. Hai telefonato, messaggiato, mandato e-mail. Non ti ho risposto.
Sono morta ieri...

deborah.dettori@libero.it